Principi attivi: paracetamolo 330 mg; acido ascorbico 200 mg. Eccipienti con effetti noti: sodio 329,6 mg; sorbitolo (E420) 300 mg; sodio benzoato (E211) 50 mg. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.EccipientiPotassio idrogeno carbonato, sodio idrogeno carbonato, sorbitolo (E420), acido citrico, sodio benzoato (E211), sodio docusato, povidone.Inidicazioni terapeuticheTrattamento sintomatico del dolore da lieve a moderato e delle condizioni febbrili negli adulti e nei bambini.ControindicazioniIpersensibilità al paracetamolo o al propacetamolo cloridrato (precursore del paracetamolo) o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1." /> Principi attivi: paracetamolo 330 mg; acido ascorbico 200 mg. Eccipienti con effetti noti: sodio 329,6 mg; sorbitolo (E420) 300 mg; sodio benzoato (E211) 50 mg. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.EccipientiPotassio idrogeno carbonato, sodio idrogeno carbonato, sorbitolo (E420), acido citrico, sodio benzoato (E211), sodio docusato, povidone.Inidicazioni terapeuticheTrattamento sintomatico del dolore da lieve a moderato e delle condizioni febbrili negli adulti e nei bambini.ControindicazioniIpersensibilità al paracetamolo o al propacetamolo cloridrato (precursore del paracetamolo) o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.">

EFFERALGAN*20CPR EFF 330+200MG


 

  • Codice Minsan: 026608075
  • Casa Farmaceutica: UPSA ITALY Srl
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"330 MG COMPRESSE EFFERVESCENTI CON VITAMINA C"20 COMPRESSE"

Una compressa contiene: <i>Principi attivi</i>: paracetamolo 330 mg; acido ascorbico 200 mg. <i>Eccipienti con effetti noti</i>: sodio 329,6 mg; sorbitolo (E420) 300 mg; sodio benzoato (E211) 50 mg. Per l&rsquo;elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Eccipienti
Potassio idrogeno carbonato<b>, sodio</b> idrogeno carbonato, <b>sorbitolo (E420)</b>, acido citrico, <b>sodio benzoato (E211)</b>, <b>sodio</b> docusato, povidone.

Inidicazioni terapeutiche
Trattamento sintomatico del dolore da lieve a moderato e delle condizioni febbrili negli adulti e nei bambini.

Controindicazioni
Ipersensibilit&agrave; al paracetamolo o al propacetamolo cloridrato (precursore del paracetamolo) o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.



Posologia
<u>Posologia</u>: Efferalgan 330 mg compresse effervescenti con vitamina C &egrave; riservato ad adulti e bambini di peso corporeo uguale o superiore ai 26 kg (circa 8 anni o pi&ugrave;). Nei bambini devono essere rispettati gli schemi posologici in base al peso corporeo e quindi &egrave; necessario scegliere una formulazione adatta. La corrispondenza tra et&agrave; e peso &egrave; solo orientativa. Il medico deve valutare la necessit&agrave; di trattamenti per oltre 3 giorni consecutivi. <i>Adulti</i>: Il dosaggio &egrave; di 1 o 2 compresse effervescenti ogni somministrazione, da ripetere, se necessario, dopo un intervallo di 4 ore, senza superare le 9 compresse effervescenti al giorno. Bisogna sempre rispettare un intervallo di almeno 4 ore tra le somministrazioni. <i>Popolazione pediatrica</i>. <i>Bambini di peso corporeo compreso tra 26 kg e 30 kg (et&agrave; compresa tra 8 e 10 anni circa):</i> il dosaggio &egrave; di 1 compressa effervescente ogni somministrazione, da ripetere, se necessario, dopo un intervallo di almeno 6 ore, senza superare le 5 compresse effervescenti al giorno. <i>Bambini di peso corporeo compreso tra 31 kg e 40 kg (et&agrave; compresa tra 10 e 13 anni circa):</i> il dosaggio &egrave; di 1-2 compresse effervescenti ogni somministrazione, da ripetere, se necessario, dopo un intervallo di almeno 6 ore, senza superare le 6 compresse effervescenti al giorno. <i>Adolescenti di peso corporeo compreso tra 41 kg e 50 kg (et&agrave; compresa tra 12 e 15 anni circa):</i> il dosaggio &egrave; di 1-2 compresse effervescenti ogni somministrazione, da ripetere, se necessario, dopo un intervallo di almeno 6 ore, senza superare le 7 compresse effervescenti al giorno. <i>Adolescenti di peso corporeo superiore ai 50 kg (circa 15 anni o pi&ugrave;):</i> il dosaggio &egrave; di 1 o 2 compresse effervescenti ogni somministrazione, da ripetere, se necessario, dopo un intervallo di 4 ore, senza superare le 9 compresse effervescenti al giorno. Bisogna sempre rispettare un intervallo di almeno 4 ore tra le somministrazioni. <u>Frequenza della somministrazione</u>: Somministrazioni regolari evitano l'oscillazione dei livelli del dolore o della febbre. &bull; nei bambini, l'intervallo tra le somministrazioni deve essere regolare, sia di giorno che di notte, e deve essere preferibilmente di almeno 6 ore; &bull; negli adulti e negli adolescenti, bisogna sempre rispettare un intervallo di almeno 4 ore tra le somministrazioni. <i>Insufficienza renale</i>: In caso di insufficienza renale grave (clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min), l'intervallo tra le somministrazioni deve essere di almeno 8 ore. <b> <i> <u>Dosaggio massimo raccomandato.</u> </i> </b> <u>Negli adulti e adolescenti di peso corporeo superiore ai 40 kg</u>, il dosaggio totale di paracetamolo non deve superare i 3 g/die. <u>Modo di somministrazione</u>: Uso orale. Sciogliere completamente la compressa in un bicchiere d'acqua e bere immediatamente. A causa della presenza di vitamina C, evitare di assumere il medicinale alla fine della giornata.

Conservazione
Conservare a temperatura non superiore a 25&deg;C. Conservare nella confezione originale. Tenere il contenitore ben chiuso per proteggere il medicinale dall&rsquo;umidit&agrave;.

Avvertenze
Il paracetamolo deve essere somministrato con cautela a pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata (compresa la sindrome di Gilbert), insufficienza epatica grave (Child-Pugh &gt;9), epatite acuta, in trattamento concomitante con farmaci che alterano la funzionalit&agrave; epatica, carenza di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi, anemia emolitica. Non somministrare durante il trattamento cronico con farmaci che possono determinare l'induzione delle monoossigenasi epatiche o in caso di esposizione a sostanze che possono avere tale effetto (vedere paragrafo 4.5). Il paracetamolo deve essere somministrato con cautela in soggetti con insufficienza renale (clearance della creatinina &le; 30 ml/min). Usare con cautela in caso di alcolismo cronico, eccessiva assunzione di alcool (3 o pi&ugrave; bevande alcoliche al giorno), anoressia, bulimia o cachessia, malnutrizione cronica (basse riserve di glutatione epatico), disidratazione, ipovolemia. Durante il trattamento con paracetamolo prima di assumere qualsiasi altro farmaco controllare che non contenga lo stesso principio attivo, poich&eacute; se il paracetamolo &egrave; assunto in dosi elevate si possono verificare gravi reazioni avverse. Invitare il paziente a contattare il medico prima di associare qualsiasi altro farmaco (vedere anche paragrafo 4.5). Dosi elevate o prolungate del prodotto possono provocare una epatopatia ad alto rischio e alterazioni, anche gravi, a carico del rene e del sangue. In caso di uso protratto &egrave; consigliabile monitorare la funzione epatica e renale e la crasi ematica. In caso di reazioni allergiche si deve sospendere la somministrazione. <u>Popolazione pediatrica</u>: Evitare la somministrazione nei bambini di et&agrave; inferiore a 8 anni, salvo diverso parere del medico. <b>Avvertenze importanti su alcuni eccipienti</b>. Una compressa contiene &bull; 329,6 mg di sodio, equivalente al 15% dell&rsquo;assunzione massima giornaliera raccomandata dall&rsquo;OMS, che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto. Questo medicinale &egrave; quindi considerato ad alto contenuto di sodio. Da tenere in considerazione in pazienti che seguano una dieta a basso contenuto di sodio. &bull; 300 mg di sorbitolo (E420): ai pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio non deve essere somministrato questo medicinale; &bull; 50 mg di sodio benzoato (E211).

Interazioni
Il paracetamolo pu&ograve; aumentare la possibilit&agrave; che si verifichino effetti indesiderati se somministrato contemporaneamente ad altri farmaci. La somministrazione di paracetamolo pu&ograve; interferire con la determinazione della uricemia (mediante il metodo dell'acido fosfotungstico) e con quella della glicemia (mediante il metodo della glucosio-ossidasi-perossidasi). Nel corso di terapie con anticoagulanti orali si consiglia di ridurre le dosi. <i>Farmaci induttori delle monoossigenasi</i>: Usare con estrema cautela e sotto stretto controllo durante il trattamento cronico con farmaci che possono determinare l&rsquo;induzione delle monoossigenasi epatiche o in caso di esposizione a sostanze che possono avere tale effetto (per esempio rifampicina, cimetidina, antiepilettici quali glutetimmide, fenobarbital, carbamazepina). <i>Fenitoina</i>: La somministrazione concomitante di fenitoina pu&ograve; risultare in una diminuita efficacia del paracetamolo ed in un aumentato rischio di epatotossicit&agrave;. I pazienti in trattamento con fenitoina devono evitare l&rsquo;assunzione di dosi elevate e/o croniche di paracetamolo. I pazienti devono essere monitorati in caso di evidenza di epatotossicit&agrave;. <i>Probenecid</i>: Il probenecid causa una riduzione di almeno due volte della clearance del paracetamolo attraverso l&rsquo;inibizione della sua coniugazione con acido glucuronico. Deve essere presa in considerazione una riduzione della dose di paracetamolo se somministrato contemporaneamente al probenecid. <i>Salicilamide</i>: La salicilamide pu&ograve; prolungare l&rsquo;emivita di eliminazione (t<sub>1/2</sub>) del paracetamolo.

Effetti Indesiderati
Con l'uso di paracetamolo sono state segnalate reazioni cutanee di vario tipo e gravit&agrave; inclusi casi di eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica. Sono state segnalate reazioni di ipersensibilit&agrave; quali ad esempio angioedema, edema della laringe, shock anafilattico. Inoltre, sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati: trombocitopenia, leucopenia, anemia, agranulocitosi, alterazioni della funzionalit&agrave; epatica ed epatiti, alterazioni a carico del rene (insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale, ematuria, anuria), reazioni gastrointestinali e vertigini. La tabella sottostante elenca le reazioni avverse, alcune delle quali gi&agrave; precedentemente menzionate, associate alla somministrazione di paracetamolo, derivanti dalla sorveglianza successiva alla commercializzazione. Le reazioni avverse sono elencate secondo la Classificazione per Sistemi ed Organi, utilizzando la terminologia MedDRA (inserendo il PT), La frequenza delle reazioni avverse riportate di seguito non &egrave; nota. <table border=1 cellspacing=0 cellpadding=3> <tr> <td> <b>Patologie del sistema emolinfopoietico</b> </td> <td> Trombocitopenia Neutropenia Leucopenia</td> </tr> <tr> <td> <b>Patologie gastrointestinali</b> </td> <td> Diarrea Dolore addominale</td> </tr> <tr> <td> <b>Patologie epatobiliari</b> </td> <td> Enzimi epatici aumentato</td> </tr> <tr> <td> <b>Disturbi del sistema immunitario</b> </td> <td> Shock anafilattico Angioedema Ipersensibilit&agrave;</td> </tr> <tr> <td> <b>Esami diagnostici</b> </td> <td> Rapporto Internazionale Normalizzato diminuito Rapporto Internazionale Normalizzato aumentato</td> </tr> <tr> <td> <b>Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo</b> </td> <td> Orticaria Eritema Eruzione cutanea</td> </tr> <tr> <td> <b>Patologie vascolari</b> </td> <td> Ipotensione*</td> </tr> </table> * come sintomo di anafilassi. In caso di sovradosaggio, il paracetamolo pu&ograve; provocare citolisi epatica che pu&ograve; evolvere verso la necrosi massiva ed irreversibile (vedere anche paragrafo 4.9). <b>Segnalazione delle reazioni avverse sospette</b>. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l&rsquo;autorizzazione del medicinale &egrave; importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari &egrave; richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all&rsquo;indirizzo &ldquo;https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse&rdquo;.

Sovradosaggio
Esiste il rischio di intossicazione, specialmente nei pazienti con malattie epatiche, in caso di alcolismo cronico, nei pazienti affetti da malnutrizione cronica, e nei pazienti che ricevano induttori enzimatici. In questi casi il sovradosaggio pu&ograve; essere fatale. I sintomi generalmente appaiono entro le prime 24 ore e comprendono: nausea, vomito, anoressia, pallore, malessere e diaforesi. Il sovradosaggio con ingestione acuta di 7,5 g o pi&ugrave; di paracetamolo negli adulti e 140 mg/kg di peso corporeo nei bambini causa citolisi epatica che pu&ograve; evolvere verso la necrosi completa e irreversibile, che comporta insufficienza epatocellulare, acidosi metabolica ed encefalopatia, che possono portare al coma ed alla morte. Contemporaneamente, si osservano aumentati livelli delle transaminasi epatiche (AST, ALT), della lattico deidrogenasi e della bilirubina, insieme ad una diminuzione del valore della protrombina, che pu&ograve; mostrarsi da 12 a 48 ore dopo la somministrazione. Sintomi clinici di danno epatico si manifestano di solito gi&agrave; dopo uno o due giorni, e raggiungono il massimo dopo 3-4 giorni. <i>Misure di emergenza</i> &bull; Ospedalizzazione immediata. &bull; Prima di iniziare il trattamento prelevare un campione di sangue per determinare i livelli plasmatici di paracetamolo, il prima possibile, ma non prima di 4 ore dopo il sovradosaggio. &bull; Eliminazione rapida del paracetamolo tramite lavanda gastrica. &bull; Il trattamento in seguito ad un sovradosaggio include la somministrazione dell'antidoto, l&rsquo;N-acetilcisteina (NAC), per via endovenosa od orale, se possibile, entro 8 ore dall&rsquo;ingestione. L'NAC pu&ograve;, tuttavia, dare un certo grado di protezione anche dopo 16 ore. &bull; Trattamento sintomatico. Devono essere effettuati dei test epatici all&rsquo;inizio del trattamento, che saranno ripetuti ogni 24 ore. Nella maggior parte dei casi, le transaminasi epatiche ritornano nella norma in una o due settimane con una piena ripresa della funzionalit&agrave; epatica. Nei casi molto gravi, tuttavia, pu&ograve; essere necessario il trapianto epatico.

Norme in gravidanza
L&rsquo;esperienza clinica con l&rsquo;uso di paracetamolo durante la gravidanza e l&rsquo;allattamento &egrave; limitata. <u>Gravidanza</u>: I dati epidemiologici sull&rsquo;uso di dosi terapeutiche di paracetamolo orale indicano che non si verificano effetti indesiderati nelle donne in gravidanza o sulla salute del feto o nei neonati. Studi riproduttivi con paracetamolo non hanno evidenziato alcuna malformazione o effetti fetotossici. Studi epidemiologici sullo sviluppo neurologico nei bambini esposti al paracetamolo in utero mostrano risultati non conclusivi. Il paracetamolo deve, comunque, essere utilizzato durante la gravidanza solo dopo un&rsquo;attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio. Se clinicamente necessario, nelle pazienti in gravidanza, la posologia raccomandata e la durata del trattamento devono essere strettamente osservati. <u>Allattamento</u>: Il paracetamolo &egrave; escreto in piccole quantit&agrave; nel latte materno. &Egrave; stato riportato rash nei bambini allattati al seno. Tuttavia, la somministrazione di paracetamolo &egrave; considerata compatibile con l&rsquo;allattamento al seno. Deve, comunque, essere usata cautela nel somministrare il paracetamolo alle donne che allattano.

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